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Lasciato qui venerdì, 30 dicembre 2005

B U O N     A N N O ! ! ! ! !

 

 

 

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Lasciato qui venerdì, 30 dicembre 2005

I nostri figli sono la nostra meditazione

- Jack Kornfield -

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Lasciato qui mercoledì, 28 dicembre 2005

Sta uscendo un minimo di sole dopo giorni di pioggia... spero resti un pò! Non sono mai stata, per fortuna, meteopatica, però un minimo di luce e solarità non guasta mai.
Anche questa mattina è volata via in solitudine, e devo dire che non mi dispiace affatto, anche se a volte una cianca anche sciocca ci starebbe bene. Ho scambiato qualche messaggio qui e là, letto un articolo, fumato indisturbata.. mi manca giusto un caffè.
Stavo pensando che non farò come la maggior parte delle persone usa all'approssimarsi della fine dell'anno, ovvero una specie di riassunto dei mesi precedenti e vedere ciò che è stato positivo e cosa negativo. Tanto a cosa serve? Il passato è passato, il futuro non appartiene ancora, quindi l'oggi è ciò che conta. Anche se, come mi disse un amico Buddista, ma intercorre in tutte le filosofie e religioni penso, l'oggi racchiude l'ieri e il domani... eheheh no, non sono in vena di filosofie di vita o di pensiero :-)
Scrivacchiando con il mio solito amico blogger, si parlava di relazioni extra coniugali. Eh si... di quelle si, e mentre era in atto questa messaggistica e si sottolineavano le "paturnie" le "passioni", le "emozioni" e tutto il resto, mi veniva in mente un racconto, un racconto ebraico.
Come molti sanno, o forse tutti? gli ebrei raccontano delle storie bellissime con cui passano la fede ai loro figli, o anche solo per spiegare la scrittura, si chiamano Midrash (chiedo venia per eventuali errori). Questo che mi veniva in mente stamane mentre c'era questo scambio di messaggi. Il Midrash riguarda la creazione dell'uomo e della donna e il matrimonio. Non ricordo nè dove l'ho letto, nè il nome del Rabbino che comincia il racconto, e, molto probabilmente alcune cose non saranno neanche esattamente come le dico, quindi, se capitate su questo post, leggete con il beneficio del dubbio sull'esattezza dei particolari..
"disse il Rabbino Zaccaria (nome a caso), che il buon Dio creò un essere alato, a sua immagine lo creò, maschio e femmina, lo creò. Era bello in questa doppia natura e aveva delle ali magnifiche. Ma, dopo un pò l'essere alato andò dal buon Dio chiedendo di essere diviso, che non voleva più vivere così, essere due in uno, ma voleva essere uno: o maschio o femmina. Il buon Dio, che lo amava tanto, decise di accontentarlo . Due esseri ora erano davanti a lui: un uomo e una donna, come lo sono oggi. Si guardarono, erano contenti, finalmente ognuno aveva la propria unica natura, potevano fare ognuno di loro cose diverse in momenti diversi, potevano volare quando volevano e se volevano farlo... no! non potevano.. si guardarono e videro che avevano una sola ala. Un'ala ciascuno. L'uomo provò a spiccare il volo, ma non ci riuscì. Guardò Dio con occhi tristi e gli chiese come mai solo un'ala e non tutte e due. Il buon Dio, che sapeva che l'uomo e la donna mai si sarebbero cercati altrimenti, gli disse che per il loro bene doveva essere così. Che nella loro vita avrebbero cercato l'altra ala, la corrispondente, per poter volare come prima alti nel cielo.
Spiegò il Rabbino Zaccaria che da quel giorno il cuore dell'uomo e quello della donna vanno in cerca della loro ala corrispondente e quando la trovano si uniscono e tornano ad essere un unico essere alato e insieme possono volare alti nel cielo. Ma accade che, per alcuni errori, per fatti a volte non dipendenti da loro, si uniscono a delle ali che non sono le corrispondenti, sembra lo siano, ma poi non riescono a volare alti nel cielo, oppure volano per poco tempo e poi cadono giù. Dice il Rabbino che è per questo che spesso sentiamo dentro di noi un inquietudine che porta la nostra anima, il nostro cuore a cercare un'altra ala: la corrispondente.

A volte sentiamo quel dolore sordo provenire da dentro il nostro cuore... è perchè cerca il suo corrispondete....

 

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Lasciato qui martedì, 27 dicembre 2005

Ho perso un pò di tempo per vestire in altro modo questo spazio, qualche nota sulla tastiera di un piano accompagnano il tutto. Forse un pò malinconico vero, però guardando fuori dalla finestra, ciò che vedo è un cielo grigio carico d'acqua, e forse, chissà, un pò mi ha condizionata. Sono sola in ufficio, si.. lavoro, ma va bene così, un pò di tranquillità dopo questi giorni così pieni di persone e di sorrisi da fare, di gentilezze da prodigare. Non c'è nessuno ora qui, sono sola con me stessa. Oggi ci guardiamo con dolcezza lei ed io, abbiamo bisogno di un angoletto dove riporre le nostre maschere e lasciarci andare su questa comoda poltrona.
Ieri mi ha lasciato un messaggio un amico dicendomi ciò che avrebbe fatto e quello che, invece, avrebbe voluto fare. Una punta di invidia l'ho provata, perchè di fondo era la stessa cosa che avrei voluto fare io. Va beh! come ho scritto sulla pagina: non sorrido perchè qualcosa di bello mi è successo, ma perchè qualcosa di bello mi sta per succedere..... e ci voglio credere! Si, vorrei che questo fosse il mio regalo, se non per Natale, che ormai è andato via, che l'Epifania porti questo.

 

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