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Lasciato qui venerdì, 30 giugno 2006

I venerdì stanno ormai diventando giornate particolari, dove tutto accade e tutto è fermo, e ora, molto più che nel passato, mi trovo a dovermi confrontare con tanti aspetti della vita che, per mia indole, non riesco a trattare con superficialità. Molto più facile sarebbe, molto più leggera la mia esistenza se ne fossi capace, ma non sono così e allora mi scontro con tutto ciò che è diverso da me e dal mio modo di pensare, che, ovviamente, per raggiunti limiti di età, è molto difficile poter modificare o addirittura cambiare.
Sono una donna fortunata in fondo perché sono attorniata da un parco umano non indifferente, un mondo eterogeneo, fatto di tutto e di più di tutto, e riesco ancora a sorprendermi di fronte ad avvenimenti che sono di ordinaria amministrazione. Ad esempio oggi pomeriggio, in uno dei due uffici dove espleto le mie attività (sembra chissà che cosa, ma è pura precarietà), alla fine di una lunga, interminabile riunione operativa, chiedo al mio capo, noto ricercatore nel nostro ambiente, quando sarebbe stato disponibile la prossima settimana per vedere insieme una certa cosa.
Lui: lunedì sono a XXX, martedì mi opero
Io: martedì ti operi???? Cos’hai? (apprensione pura, visto gli avvenimenti di questi ultimi tempi)
Lui ridendo: mi vado a rifare le orecchie e le borse sotto gli occhi…..
Io: le tue orecchie da elfo????? Noooooo!!!
Lui: @c!?!?!?*ç§
Io: ma dai davvero? E perché? Sono tanto carine così (e lo penso davvero)
Lui: sarò in ufficio penso martedì pomeriggio stesso ….. (ride)
Andando a casa ripensavo a questo e mi è tornata in mente una giornata di alcuni anni fa quando MT (mia amica ed anche collega), dopo esserci conosciute da pochi giorni, parlando di non ricordo cosa, solleva la propria maglietta e mi mostra il suo seno dicendo “vedi queste non sono mica mie, sono state rifatte.. belle no?” in effetti, pur essendo donna etero, sono rimasta senza parole, sembravano scolpite, proseguendo con una voce tra il divertito e l’amaro disse “pensa, quando avrò 90 anni, il mio corpo sarà uno sfacelo, ma queste saranno sempre così!”.
Ricordo non dissi nulla anche se la mia lingua voleva esprimere il pensiero che si era formato: triste tutto questo, come tristi erano i suoi occhi.
E mi sale la malinconia, ripenso a tante cose che accadono, ad avvenimenti che leggiamo sui giornali, alla spinta verso il nulla che questo tempo offre, alla ricerca spasmodica di tutti di un qualcosa che riempia e lenisca questo profondo senso di insoddisfazione che ci portiamo dietro. Ripenso a Diogene che cerca “l’uomo”, a Paolo di Tarso che ha combattuto la buona battaglia, ad Agostino che guardando un bambino sulla spiaggia che cercava di riempire una buca con l’acqua del mare e non ci riusciva ha capito l’immensità di Dio, a Dostoevskij che asseriva che l’estetica salverà il mondo…e mi chiedo, ma noi, dove stiamo andando? Io dove sto mettendo i miei piedi, in quali orme?
Si certo, per me non è più importante l’apparire, ma l’essere, ed essere vuol dire avere idee proprie non omologabili, e di certo, io non sono omologabile, troppo testarda e impulsiva. Nonostante questo rispetto l’essere umano perché lo ritengo unico, prezioso, irripetibile, chiunque esso sia, qualsiasi colore rivesta, qualsiasi idea abbia, ma non sposo tutto e tutti, anzi contesto tutto ciò che sa di finto e di costruito, diffido delle belle parole e dei complimenti gratuiti, preferisco fatti e fatti concreti. Le teorie, i teoremi, le teologie spicciole e i sentito dire, o i letto da qualche parte, se non diventano esperienza della propria vita restano quello che sono: parole. E questo mondo ci sta riempiendo di parole, di false parole, di lavaggi del cervello e questo ci piace, ci fa sentire “liberi”, quando invece sono catene ancora più forti, prigioni con sbarre ancora più spesse.

 

 

E un oratore disse: Parlaci della Libertà.
E lui rispose:
Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione.
E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento.
In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.
Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.

Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l'ora del meriggio?
Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.

E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi?
L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte.
Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare.

Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto.
Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ?
E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto.
E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute.
In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio.
Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi.
e quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce.
E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.

-K.Gibran-

 

Buon fine settimana - Black

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Lasciato qui mercoledì, 28 giugno 2006

 

Sono giuramenti
sussurrati alle ali del vento.
Sono parole,
sottintesi divertenti.

Sono parole
che volano.
Sono note in bemolle
a volte sconvolgenti.

Sono gesti
che vorremmo parole.
Sono dolori
che vorremmo leggeri.

Sono amori
che pensiamo per sempre.
Sono amanti
che durano solo per un tempo.

Sono affascinanti sogni
che arrivano dal nulla.
Sono giuramenti
sussurrati alle ali del vento.

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Lasciato qui martedì, 27 giugno 2006

Grazie per aver giocato con me. Come è accaduto precedentemente sono rimasta colpita e sorpresa dalla partecipazione, che davvero non è scontata,  perchè ognuno di noi ha tutto il suo bagaglio di vita a cui far fronte, spesso manca il tempo e la voglia di dedicarsi ad altro, soprattutto quando questo altro non ha esattamente uno scopo "vivificante".
Ho preso tutto ciò che avete lasciato, aggiunto qualche parola qui e là per incollare i vari pezzettini e vi riconsegno il tutto con un bacio. ... grazie..

 

 

 

E se per caso un giorno mi domandassi “Chi siamo noi se non delle anime in cerca di un completamento?” Vaghiamo sole e affamate in cerca di qualcosa che ci aiuti a colmare questo vuoto che sentiamo dentro di noi, magari lo cerchiamo negli occhi di un altro… (rabesto)

(lei)
Se per caso un giorno ti incontrassi nel mio giardino (privateoutrage), e nel silenzio delle nostre anime il mio cuore riuscisse a sentire il tuo gracidare, ti bacerei con le labbra mie dipinte di passione. Sentirai ogni variazione dentro noi, le sincronizzeremmo al respiro. Adorerò così la tua essenza, piccola fragranza di luce illuminata dal sole, vibreremo al tocco di un archetto che striscia sulle corde della pelle un adagio appena accennato. E allora, solo allora, potremmo divenire due ranocchi liberi di essere (soffio).

E se baciandoti tu
però dicessi “crack” capirei che nessun principe azzurro verrà (latendarossa), scoprendo così che le favole non esistono, ma io ti accetterei comunque, rospo, come sei, per baciarti ancora e ancora e ancora, senza aspettarmi più di vederti come non sei (lettereperte).
Le nostre rugosità, un po’ verdi, un po’ rosa,
poi si toccheranno, con il rischio forse che uno dei due scoppi come un novello ranocchio di Fedro a causa di quell’invidia o consapevolezza, repentina e amara, che qualcuno ha perso, o forse smarrito, cioè il senso di quel cammino iniziato e mai concluso. Perciò solo vivendo, (melchisedec), mio dolce rospo, senza mai girarti indietro (franco61), guardiamo al di là di ciò che vediamo (masso57), con la speranza di scoprire (ruckert) la strada che porta alla serenità quotidiana, e al sorriso (hyeronimous), di ritrovare il tempo delle speranze perdute, così insieme, sapremo ridere e amare ancora senza riserve la vita (100eunasera).
E se per caso, un giorno tornassi a vivere, di certo farei esattamente le stesse cose, ma sempre con una parola in più, quella che troppo spesso è mancata (ale52). Per scoprire che la vita è il sorriso meno aspettato di tutti i sorrisi (connor) e che sorridere di traverso non è stato poi così male (xxcalistaxx).
Tu, rospo, poi mi sorriderai ed io potrò guardarti davvero, scoprirò così che la mia vita non è stata vana (luisa.splinder), scoprirò che questa è la tua la vera bellezza… ma tu rospo, avresti poi il coraggio di baciarmi? (pino115).

(Lui)
Se trovassi uno specchio,
ti ci farei guardare e ti vedresti molto bella (glencoe).  E’questa tua bellezza che ci permette di accettarci così come siamo (dodo712). E se per caso un giorno si mieterà d' autuno raccoglierò le spighe più lucenti, te ne farò corona e così aulente te ne andrai tra i vigneti e gli orti, come Proserpina altera, celerina di rugiada e dalla mano lieve (marzia).
E se poi ti lasciassi baciare, ti berrei con la stessa dolcezza con cui si berrebbe quella goccia di rugiada (timeline), e vedresti la vita e la magia del creare questo nostro futuro (5green)

(Noi)
E se per caso, un giorno, dovessimo separarci ci augureremmo che il volo della vita spruzzi aliti di vento gioioso sul nostro visto (sonofuorimoda), e se ci rincontrassimo, abbasseremmo lo sguardo e forse continueremmo a camminare guardando avanti.

Le favole
in fondo dicono bugie. La bocca di rosa e carnosa non bacerebbe. Potrebbe risputare questo veleno … (carnedangelo) che se dovessimo toccare altre labbra la maledizione avrebbe fine e torneremmo ad essere ciò che eravamo: tu una piccola rana felice ed io un anima in cerca (ladypink)

NO! Non è così, solo il rancore passato ci fa dire queste ultime parole, oggi è diverso, oggi  nei nostri occhi c’è quel calore che vorremmo toccare, quella completezza che stiamo cercando, ed aiutati da poeti e cantori proseguiamo il rincorrere di questo nostro sogno.......

Il se dell’ attesa
trova il suo compimento
dischiude lieve
la sua rosata corolla
turgida di desiderio
l’ingannevole apparenza
trasfigura la fiaba
che adesso si rivela
nel farsi amore
sigilla la memoria di uno sguardo
e nello spazio di un respiro
il disarmonico incontro
seduce il cuore
intima metamorfosi
che offre e accoglie
il tutto di noi
senza confini
(silenzioindio)

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Lasciato qui venerdì, 23 giugno 2006

Non ho molte idee in questi giorni, quindi ho pensato che sarebbe carino usare le vostre. Come? facile. Metto una canzone e il suo testo (inglese purtroppo), metto anche un'immagine un pò fantasiosa, scrivo l'inizio di una frase... voi fate il resto, aggiungendo quello che vi viene in mente.. poi prenderò il tutto, agiterò bene bene et voilà! sarà un et voilà o un bel flop? Non so.. lo scopriremo solo vivendo (battisti-mogol)...

 

foto di: Tim Flach

 

E se per caso un giorno......

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