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Lasciato qui mercoledì, 31 ottobre 2007


Anche se sembra molto difficile definire l'amore, secondo me questo accade perchè la nostra cultura cerca di unire in una sola definizione due aspetti dell'amore del tutto opposti e che evidentemente si escludono a vicenda. Così, più parliamo dell'amore più ci contraddiciamo da sole e, quando scopriamo che un aspetto dell'amore è in conflitto con un altro, cediamo alla confusione e alla frustrazione e concludiamo che l'amore è troppo personale, troppo misterioso ed enigmatico per costringerlo in una definizione precisa.
Gli antichi greci erano più acuti. Usavano due parole distinti: eros e agape, per distinguere tra due sentimenti profondamente diversi che noi confondiamo chiamandoli entrambi "amore". Eros, naturalmente, è l'amore-passione, mentre agape indica la relazione stabile e impegnata, libera dalla passione, che esiste tra due individui che si vogliono molto bene e si preoccupano del bene reciproco.
Il contrasto tra eros e agape ci permette di comprendere il nostro dilemma quando cerchiamo entrambe queste due specie di amore contemporaneamente, in un'unica relazione con una sola persona. Ci aiuta anche a capire come mai eros e agape abbiano ciascuno i propri difensori, quelli che proclamano che solo l'uno o solo l'altro è l'unico vero, autentico amore, perchè in realtà ciascuno ha la sua bellezza, la sua verità, il suo valore del tutto particolari. E a ogni tipo di amore manca qualcosa di prezioso che solo l'altro può offrire.


Amore secondo eros


Vero amore è una brama disperata dell'amato che divora tutto, ed è percepita come qualcosa di arcano, misterioso ed elusivo. La profondità dell'amore si misura dall'intensità dell'ossessione dell'amato. C'è poco tempo o disponibilità per altri interessi o propositi, perchè tutta l'energia è concentrata nel ricordo degli incontri passati e sui progetti di incontri futuri. Spesso si devono superare molti ostacoli e così, nel vero amore, c'è un elemento di sofferenza. Un altro indizio di amore profondo è la propenzione a sopportare sofferenze e privazioni pur di salvare la relazione. Accompagnano il vero amore sentimenti di eccitazione, estasi, dramma, ansia, tensione, mistero e struggimento.


Amore secondo agape


Il vero amore è un'associazione che impegna profondamente due persone che si vogliono bene, hanno in comune molti valori fondamentali, interessi e fini, e tollerano di buon grado le differenze individuali. La profondità dell'amore si misura sulla fiducia e dal rispetto che sentono l'uno per l'altra. La relazione consente a ciascuno dei due di esprimere più pienamente se stesso, di essere più creativo e di avere una vita più ricca e feconda. C'è molta gioia nelle esperienze condivise, passate e presenti, e nell'anticipazione di quelle future. Ciascuno considera l'altro/a come il suo amico più caro e più amato.
Ulteriore indice di amore profondo è la volontà di essere sinceri con se stessi per favorire lo sviluppo della relazione e un'intimità sempre più autentica e profonda. Accompagnano il vero amore sentimenti di serenità, sicurezza, devozione, comprensione, lealtà, mutuo sostegno e conforto.
 
Donne che amano troppo

Robin Norwood

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Lasciato qui mercoledì, 31 ottobre 2007

Un vento torrido gli colpiva le ali, spingendolo sempre più in alto. Scrutava attento i paesaggi che si aprivano sotto di lui; osservava i palazzi, le strade, i parchi con sentieri che si snodavano come serpenti. Guardava poi in basso alla gente che si affrettava dentro e fuori quelle costruzioni, con una frenesia quasi cieca.Piegò il corpo dirigendosi verso sud. Dette un’occhiata allo stormo di uccelli radunatosi vicino allo stagno. Erano lì, accalcati, ogni tanto si spostavano, facevano un giro, raccoglievano erba e semi. Discese lentamente fino a quando non fu ripreso da una folata di vento che lo riportò su di nuovo, ne approfittò per osservare ancora quello spettacolo restando in immobile sospensione contemplativa.Vide la sua compagna spiccare il volo e raggiungerlo in quella sospensione, le ali eleganti si inclinavano impercettibilmente aggiustandosi come in una danza silenziosa con il vento. Si avvicinò, sollevando graziosamente le ali sotto di lui e poi si posizionò alla sua destra, specchiando i suoi movimenti. I suoi occhi scuri proiettati su di lui, grandi morbidi specchi di amore quegli occhi. Si girò improvvisamente facendogli segno di seguirla. Bruscamente, come se disturbato, modificò la sua traiettoria e si distanziò inclinando il corpo verso destra, permettendo al vento di condurlo sotto di lei mentr’ella lo guardava malinconicamente da sopra. Egli le restò attaccato, pronto a scappar via quando la sua sopportazione fosse finita.

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Lasciato qui martedì, 30 ottobre 2007



opera di "Edwin Austin Abbey"
 


Sonetto 26

Signore del mio amore, che con il tuo valore
hai legato in vassallaggio la mia devozione,
a te invio questa ambasciata scritta,
ad attestar omaggio, non a far mostra d'ingegno;
omaggio così grande, che un misero ingegno come il mio
può far sembrare spoglio, mancando di parole per mostrarlo;
ma io spero che qualche tua bella invenzione
nel fondo del tuo animo, nudo com'è, gli dia alloggio,
finchè quale sia la stella che il mio moto guida
essa si volga a me propizia con aspetto benigno
e metta una bella veste sul mio amore straccione,
così da mostrarmi degno del tuo dolce riguardo.
Allora potrò osare di vantarmi di quanto ti amo;

fino ad allora, non uscirò allo scoperto dove tu possa mettermi alla prova.


 


Sonet
26

Lord of my love, to whom in vassalage
Thy merit hath my duty strongly knit,
To thee I send this written embassage,
To witness duty, not to show my wit:
Duty so great, which wit so poor as mine
May make seem bare, in wanting words to show it,
But that I hope some good conceit of thine
In thy soul's thought, all naked, will bestow it;
Till whatsoever star that guides my moving
Points on me graciously with fair aspect
And puts apparel on my tatter'd loving,
To show me worthy of thy sweet respect:
  Then may I dare to boast how I do love thee;
  Till then not show my head where thou mayst prove me.


William Shakespeare (1564 - 1616)



 

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Lasciato qui lunedì, 29 ottobre 2007

Non so scrivere poesie
Non so parlare d’amore
Usare non so quelle parole
che prendono forma
anima
restituiscono fuoco.
Le parole….
Le ho lette sui libri
volano gentili
come battito di ali
di farfalla
Le ho respirate
come l’aria del mattino
Le ho prese e poste sulle labbra
sapevano del tuo bacio
sapevano del tuo amore.
Sono in volo
attraverso l’universo
stelle e  lune ai miei piedi
meteore e comete tra i miei capelli.
Poesie
che
dipanano,
dipingono un
turbamento

amore,
desiderio.
Ma io,
non so scrivere poesie
però ora,
vorrei saper scrivere di te
amore mio.


 

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