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Lasciato qui martedì, 18 novembre 2008

Cammina eretto come gli alberi,
sii forte come le montagne,
gentile come i venti di primavera,
trattieni il caldo del sole estivo nel tuo cuore,
e il grande spirito
sarà sempre con te.

Antico proverbio degli indiani d'America

(ma applicabile a tutti )
siate felici

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Lasciato qui venerdì, 07 novembre 2008


In una notte oscura,
con ansie, in amori infiammata,
- oh! felice ventura! -
uscii, né fui notata,
stando già la mia casa addormentata.

Al buio uscii e sicura,
per la segreta scala, mascherata
- oh felice ventura! -
al buio e ben celata,
stando già la mia casa addormentata.

Nella felice notte,
segretamente, senza esser veduta,
senza nulla guardare,
senza altra guida o luce
fuor di quella che in cuore mi riluce.

Questa mi conduceva,
più sicura che il sol del mezzogiorno,
là dove mi attendeva
chi bene io conosceva
e dove nessun altro si vedeva.

Notte che mi hai guidato!
O notte amabil più dei primi albori!
O notte che hai congiunto
l'amato con l'amata,
l'amata nell'amato trasformata!

Sul mio petto fiorito,
che intatto per lui solo avea serbato,
ei posò addormentato,
mentre io lo vezzeggiava
e la chioma dei cedri il ventilava.

Degli alti merli l'aura,
quando i suoi capelli io discioglievo,
con la sua man leggera
il mio collo feriva
e tutti i sensi miei in sé rapiva.

Giacqui e mi obliai,
il volto sul diletto reclinato;
tutto cessò, e posai,
ogni pensier lasciato
in mezzo ai gigli perdersi obliato.

SGdC

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Lasciato qui mercoledì, 27 agosto 2008

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
dov'è il tuo ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passera anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dov'è finito il tuo cuore, ma dov'è finito il tuo cuore.


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Lasciato qui martedì, 26 agosto 2008


Muove i suoi passi la solitudine.
Lenta si insinua nelle pieghe dei pensieri.
Lambisce territori,
scende nelle profondità.
Non c’è dolore,
solo una malinconica apatia
che serpeggia malvagia.



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